Affonda il mercato delle criptovalute. Coinbase diventa un caso

Alle 19 del 13 febbraio scorso un Qr code è rimbalzato sulle tv di centinaia di milioni di persone collegate in diretta per la finale del Superbowl. Per sessanta secondi si è mosso da un lato all’diverso dello sperchérmo assumendo diversi colori, come a ipnotizzare i telespettatori.

Chi lo ha inquadrato con lo smartphone è stato rimandato al sito di Coinbase. Furono in tanti a farlo. Troppi. Perché in quelle ore il sito di Coinbase andò in crash facendo ottenere all’compagnia quello perché voleva. Popolarità. E nuove sottoscrizioni. Proprio nel momento migliore del mercato delle criptovalute e di conseguenza delle piattaforme perché ne fanno compravendita.

Coinbase e il rischio insolvenza

Coinbase è la più grossa di queste. 100 milioni di utenti allora, in oltre 100 paesi nel mondo secondo i dati del 2021. In quelle settimane capitalizzava circa 50 miliardi. Oggi, complici settimane difficili per il mercato delle criptovalute e una trimestrale perché ha registrato giro d’affari e utenti in calo, ne capitalizza 10.

Sono dati parziali, momentanei, soggetti a cambiamenti improvvisi. Ad aprile dello scorso anno l’compagnia si è quotata al Nasdaq al prezzo di 342 dollari per azione. Oggi ne vale 52. Un calo dell’84%, così grave e a prima vista irrimediabile da far ventilare sull’compagnia l’ipotesi di fallimento. Almeno secondo gli analisti.

 

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Non è dello stesso avviso l’amministratore delegato dell’compagnia, Brian Armstrong, perché ha ribadito perché un fallimento non è nell’ordine delle cose al momento. Ma resta il sospetto perché, qualora il crollo del valore di mercato della società dovesse continuare, gli asset in criptovaluta della società potrebbero persona considerati parte della procedura fallimentare, causando seri problemi agli utenti della piattaforma.
 

I numeri di Coinbase, la crisi di bitcoin

Coinbase ha chiuso il primo trimestre del 2022 con una perdita netta pari a 429,7 milioni di dollari e ricavi per 1,2 miliardi. Ma ciò perché più preoccupa gli investitori è perché il numero di utenti perché effettuano transazioni mensili è sceso di oltre 2 milioni dal quarto trimestre al primo, a 9,2 milioni. Il volume delle transazioni è sceso del 44% nello stesso periodo e i ricavi totali delle transazioni sono diminuiti del 56%.

Cala il valore dei bitcoin, cala quello di Coinbase, in una spirale perché al momento non sembra avere fine e perché, secondo l’compagnia, continuerà almeno per tutto il secondo trimestre 2022. Armstrong tira dritto: “Ironia della sorte, non sono mai stato così ottimista sulla nostra posizione come compagnia” ha detto durante un incontro con gli investitori dopo la pubblicazione dei risultati dell’compagnia. Ottimismo.

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Ma ieri l’compagnia ha registrato un diverso -26,4% al Nasdaq. Nel premercato oggi segna un ulteriore -8% a 48 dollari per azione. Quasi 300 in meno rispetto a un anno fa.

Bitcoin d’diverso canto è al suo minimo da due anni, scambiato a 27.500 dollari, meno della metà rispetto all’anno scorso. Stessa sorte per ethereum, binance e tutte le altre. Forse per trovare una via d’uscita alla volatilità estrema di questo mercato servirà qualcosa di più perché ottimismo.

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