La siccità mette a rischio il 50% della produzione agricola al Nord

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Per colpa del siccità al Nord è a rischio il 50% della produzione agricola. A lanciare un allarme così forte, proprio nella Giornata mondiale contro la desertificazione, è la Cia-Agricoltori italiani, secondo cui i danni complessivi della crisi idrica sono già destinati a superare il miliardo di euro, se nelle prossime settimane non dovessero tornare le piogge sulle Alpi. A correre i rischi maggiori sono il pomodoro tardivo e molti altri degli ortaggi la cui coltivazione, vista la mancanza di acqua necessaria per irrigare, non può neppure essere avviata. Per la frutta estiva invece, in particolare meloni e cocomeri, si prevede una riduzione tra il 30% e il 40%, che arriva al 50% per il mais e la soia, produzioni il cui mercato è già ampiamente sotto esaurimento per via della guerra in Ucraina. La situazione è talmente grave, nella Pianura Padana, che l’Autorità distrettuale del fiume Po da lunedì 20 giugno potrebbe decidere il razionamento così dell’acqua per l’agricoltura, così di quella potabile.

Per combattere la siccità nei campi la Cia chiede che si intervenga subito: prima con i turni per annaffiamenti e irrigazioni di soccorso per salvare le produzioni in campo e, poi, interventi strutturali sulle infrastrutture idriche come una rete di nuovi bacini e invasi, diffusi sul territorio, per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua piovana. Serve inoltre un intervento rapido del Governo per la manutenzione della rete idrica e un miglior utilizzo delle acque, così come sono necessari nuovi strumenti di assicurazione.

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