Siccità, Regioni costrette a muoversi in anticipo con misure straordinarie

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Le Regioni italiane chiedono a gran strillo lo stato d’emergenza per la siccità. E mentre aspettano dal governo una risposta forte, soprattutto al Nord hanno cominciato a muoversi in ordine sparso con le prime misure di razionamento. Dalle più rigide ordinanze comunali contro l’utilizzo dell’acqua di notte, ai più blandi appelli al senso civico dei cittadini, fino alle preghiere per la pioggia di manzoniana memoria, annunciate dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini.

Il primo decreto

In Emilia Romagna ieri sera, martedì 21 giugno 2022, il presidente Stefano Bonaccini è stato il primo governatore a firmare il decreto per la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale, una decisione che è stata condivisa dalla cabina di regia sulla crisi idrica cui hanno preso parte i gestori del servizio idrico integrato e l’Agenzia interregionale per il fiume Po. Al momento, non verranno adottate misure straordinarie: «La situazione è molto complessa, ma in questo momento nella nostra regione non abbiamo ancora un livello di allarme tale da mettere in colloquio l’idropotabile», ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo.

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