Category: Generale

Crisi alimentare, Yellen (Tesoro Usa): “Rischio 10 milioni di poveri in più”

Crisi alimentare, Yellen (Tesoro Usa): "Rischio 10 milioni di poveri in più"

Guerra e gas russo, via alla stretta sui condizionatori negli uffici pubblici

  Condizionamento e riscaldamento - La stretta riguarda condizionamento e riscaldamento, ma sono gli impianti per rinfrescare che ci fanno consumare di più: negli uffici il 57% dei consumi energetici annuali è legato infatti ai climatizzatori. Con le nuove regole in inverno non si potrà riscaldare oltre i 19 gradi (oggi ne sono previsti 20) e in estate non si potrà scendere sotto i 27.    Per il momento le nuove regole non riguarderanno ospedali, cliniche e case di cura. Mentre il governo starebbe valutando una norma anche per risparmiare sull'illuminazione pubblica, riducendo il numero dei lampioni accesi o le ore della luce notturna.     Risparmi previsti - Con le norme messe in agro con questo decreto, la previsione è di risparmiare circa 4 miliardi di metri cubi di gas nel 2022. Ancora però non è chiaro chi gestirà i controlli per verificare che le regole vengano rispettate. Le sanzioni previste vanno tra i 500 e i 3mila euro.    Ti potrebbe interessare anche:

L’Fmi taglia le stime di crescita in Italia: +2,3% Pil 2022, +1,7% nel 2023

  Eurolandia e Usa, economie in frenata -  Gli effetti della guerra in Ucraina fermeranno quindi subito il rimbalzo di cui abbiamo beneficiato nel 2021 in seguito al crollo del 9% nel 2020, dovuto al lockdown e alle misure restrittive anti-Covid. Nel complesso, nel 2022 e nel 2023 rallenteranno la crescita tutte le economie di Eurolandia e quella americana: gli Stati Uniti cresceranno quest'anno del 3,7%, lo 0,3% in meno rispetto alle stime di gennaio, e nel 2023 del 2,3% (-0,3%). Ben più forte sarà però la frenata dell'area euro, con una crescita stimata al 2,8% nel 2022 (-1,1 punti rispetto alle previsioni di gennaio) e al 2,3% nel 2023 (-0,2%).    Revisioni al ribasso di nuovo per l'economia globale: Washington prevede una crescita del 3,6% sia per il 2022 sia per il 2023, con tagli di 0,8 punti per quest'anno e di 0,2 per il prossimo.    Corsa dei prezzi per tutto il 2022 - Gli esperti del Fondo monetario prevedono per quest'anno una forte corsa dei prezzi sia in Italia, sia nell'Eurozona e negli Usa, ma ritengono che nel 2023 il carovita rallenterà. In Italia l'inflazione raggiungerà il 5,3% quest'anno contro l'1,9% del 2021 e il -0,1% nel 2020. L'anno prossimo i prezzi al consumo segneranno viceversa un più moderato 2,5%, mentre più a lungo termine si attende un'inflazione al 2%. Sull'area euro, l'Fmi prevede un 5,3% quest'anno dopo il 2,6% del 2021 e un 2,3% nel 2023, mentre a lungo termine, sul 2027, vede un 1,9%. Per gli Usa la stima è del 7,7% quest'anno, del 2,9% nel 2023 e del 2% nel lungo periodo.      Amsterdam, gas ai minimi dall'inizio della guerra - Sul fronte prezzi, arriva però di nuovo qualche segnale positivo: i future sul gas contrattati ad Amsterdam sono infatti in discesa. Nella città olandese il benchmark europeo registra una flessione del 10% a 86 euro al megawattora rispetto ai 95,62 di giovedì. Si tratta del nuovo minimo dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina.      Russia e Ucraina in profondo rosso - Gli esperti di Washington hanno previsioni nerissime per Russia e Ucraina, dove la guerra affonda l'economia: per Mosca, dopo il +4,7% del Pil nel 2021, prevedono una contrazione del Prodotto interno lordo per quest'anno dell'8,5% e del 2,3% nel 2023 (a gennaio le stime parlavano di un +2,8% quest'anno e di un +2,1% l'anno prossimo). La contrazione sarà ben più severa in Ucraina, dove il Pil crollerà del 35% nel 2022. "di nuovo se il conflitto dovesse perfezionare presto - dicono al Fondo monetario internazionale -, la perdita di vite umane, la distruzione e la fuga dei cittadini limiteranno severamente l'attività economica per anni".    Ti potrebbe interessare di nuovo:

Bonus mobili 2022, fino a 5mila euro anche per gli elettrodomestici

Fino a 5mila euro da recuperare in 10 anni. Grazie al bonus mobili si può avere una detrazione Irpef del 50 per cento della spesa, per un tetto massimo di 10mila euro per il 2022, ossia recuperando 5mila euro in 10 anni per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici per le case in ristrutturazione. Occhio ai termini, che sono stati riportati nella circolare n. 9/E del 1 aprile 2022 dell'Agenzia delle Entrate. OK PER LAVORI INIZIATI A GENNAIO 2021 La misura, contenuta nella legge di Bilancio, si può richiedere “a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quegli dell'acquisto”. I lavori di ristrutturazione edilizia dell'immobile, quindi, non devono essere precedenti al 1° gennaio 2021, mentre gli acquisti devono essere successivi alla data di inizio lavori. LA DATA DI INIZIO DI LAVORI La data di avvio dei lavori di può essere provata dalle abilitazioni amministrative richieste o dalle comunicazioni richieste dalle norme edilizie, ma anche dalla comunicazione preventiva all'Asl. In caso non serve una comunicazione per il tipo di lavori da eseguire, può essere sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Chi possiede due immobili da riorganizzare, ha diritto all'agevolazione due volte: i 5mila euro si riferiscono a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione. DAL 2023 IL TETTO DI DIMEZZA La detrazione fino a 10mila euro di spese sostenute (quindi fino a 5mila euro da recuperare in 10 anni), vale fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 e 2024 il tetto si dimezza a 5mila euro (quindi 2mila e 500 euro da recuperare). I mobili che rientrano nel bonus devono essere nuovi. L'agevolazione riguarda anche i grandi elettrodomestici, purché la classe energetica garantisca un buon risparmio (per esempio, non inferiore alla A per i forni). Attenzione al sistema di classificazione degli elettrodomestici perché dal 1° marzo 2021 nella nuova etichettatura non ci sono più i valori superiori alla A (A+ scompare), ma la classificazione va dalla A alla G. GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA Per richiedere la detrazione fiscale su mobili ed elettrodomestici, occorre che gli interventi di ristrutturazione della casa siano di manutenzione straordinaria (rifacimento del bagno, installazione di pompe di calore o sostituzione della caldaia). Imbiancare la casa è un intervento di manutenzione ordinaria che è ammesso solo per le parti condominiali. I lavori di ristrutturazione devono essere iniziati prima dell'acquisto dei mobili per richiedere il bonus. PAGAMENTI TRACCIABILI Per avere diritto all'agevolazione fiscale, bisogna necessariamente pagare con bonifico o carta di debito (o credito) i mobili o gli elettrodomestici. Se si paga con contanti o assegni bancari, non si potrà richiedere il bonus. Non serve pagare i mobili con il bonifico con la dicitura relativa alle spese di ristrutturazione edilizia, basta che sia un bonifico ordinario. Il bonus si può richiedere anche se i mobili o il forno nuovo sono pagati a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con strumenti tracciabili e che il contribuente abbia una facsimile della ricevuta del pagamento. CONSERVARE SCONTRINO O FATTURA I documenti da conservare sono l'attestazione del pagamento (quindi ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta elettronica, documentazione di addebito sul conto corrente); le fatture di acquisto dei beni, in cui sia specificata la natura, la qualità e la quantità dei bene e dei servizi acquistati. Da parteggiare anche lo scontrino, che riporta il codice fiscale dell'acquirente, che è di fatto l'equivalente della fattura. Contenuto a cura di Financialounge.com

Crisi alimentare, Yellen (Tesoro Usa): “Rischio 10 milioni di poveri in più”

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Fino a 5mila euro da recuperare in 10 anni. Grazie al bonus mobili si può avere una detrazione Irpef del 50 per cento della spesa, per un tetto massimo di 10mila euro per il 2022, ossia recuperando 5mila euro in 10 anni per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici per le case in ristrutturazione. Occhio ai termini, che sono stati riportati nella circolare n. 9/E del 1 aprile 2022 dell'Agenzia delle Entrate. OK PER LAVORI INIZIATI A GENNAIO 2021 La misura, contenuta nella legge di Bilancio, si può richiedere “a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quegli dell'acquisto”. I lavori di ristrutturazione edilizia dell'immobile, quindi, non devono essere precedenti al 1° gennaio 2021, mentre gli acquisti devono essere successivi alla data di inizio lavori. LA DATA DI INIZIO DI LAVORI La data di avvio dei lavori di può essere provata dalle abilitazioni amministrative richieste o dalle comunicazioni richieste dalle norme edilizie, ma anche dalla comunicazione preventiva all'Asl. In caso non serve una comunicazione per il tipo di lavori da eseguire, può essere sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Chi possiede due immobili da riorganizzare, ha diritto all'agevolazione due volte: i 5mila euro si riferiscono a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione. DAL 2023 IL TETTO DI DIMEZZA La detrazione fino a 10mila euro di spese sostenute (quindi fino a 5mila euro da recuperare in 10 anni), vale fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 e 2024 il tetto si dimezza a 5mila euro (quindi 2mila e 500 euro da recuperare). I mobili che rientrano nel bonus devono essere nuovi. L'agevolazione riguarda anche i grandi elettrodomestici, purché la classe energetica garantisca un buon risparmio (per esempio, non inferiore alla A per i forni). Attenzione al sistema di classificazione degli elettrodomestici perché dal 1° marzo 2021 nella nuova etichettatura non ci sono più i valori superiori alla A (A+ scompare), ma la classificazione va dalla A alla G. GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA Per richiedere la detrazione fiscale su mobili ed elettrodomestici, occorre che gli interventi di ristrutturazione della casa siano di manutenzione straordinaria (rifacimento del bagno, installazione di pompe di calore o sostituzione della caldaia). Imbiancare la casa è un intervento di manutenzione ordinaria che è ammesso solo per le parti condominiali. I lavori di ristrutturazione devono essere iniziati prima dell'acquisto dei mobili per richiedere il bonus. PAGAMENTI TRACCIABILI Per avere diritto all'agevolazione fiscale, bisogna necessariamente pagare con bonifico o carta di debito (o credito) i mobili o gli elettrodomestici. Se si paga con contanti o assegni bancari, non si potrà richiedere il bonus. Non serve pagare i mobili con il bonifico con la dicitura relativa alle spese di ristrutturazione edilizia, basta che sia un bonifico ordinario. Il bonus si può richiedere anche se i mobili o il forno nuovo sono pagati a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con strumenti tracciabili e che il contribuente abbia una facsimile della ricevuta del pagamento. CONSERVARE SCONTRINO O FATTURA I documenti da conservare sono l'attestazione del pagamento (quindi ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta elettronica, documentazione di addebito sul conto corrente); le fatture di acquisto dei beni, in cui sia specificata la natura, la qualità e la quantità dei bene e dei servizi acquistati. Da parteggiare anche lo scontrino, che riporta il codice fiscale dell'acquirente, che è di fatto l'equivalente della fattura. Contenuto a cura di Financialounge.com
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