Category: Politica

Il regime politico approva le linee guida Rai “antisbraco”. Meno stronzate e costi razionati. È l’ora di Fuortes

 E se “fusse che fusse questa la vorta bbona”, la volta di una Rai senza pensatori del flatulenza, senza ladri di quadri e spacciatori di croste? Dunque, come Nino Manfredi, che era il barman di Ce... Contenuto a pagamento - Accedi al sito in abbonarti

Ucraina, Berlusconi: “Mai giustificato l’aggressione russa”

  In una nota ufficiale di Forza Italia, diffusa a nome del leader azzurro, si sottolinea: "Stupisce il titolo de Il Corriere della Sera riferito all'intervento del presidente Berlusconi a Treviglio, che forse deriva da un affrettata lettura di alcune frasi isolate dal contesto nel quale sono state pronunciate".   "Il leader di Forza Italia - si legge nel comunicato - non ha mai giustificato in alcun modo l'aggressione all'Ucraina da parte della Federazione russa, un atto di forza inaccettabile nei confronti di uno Stato sovrano, che sta causando molte, troppe vittime. Al contrario, in questa come in altre occasioni pubbliche ha esternato con estrema chiarezza delusione e profondo dissenso verso le scelte del presidente della Federazione russa".   "Berlusconi e con lui Forza Italia sono sempre stati in questi 28 anni e sono oggi dalla parte dell'Occidente, dell'Europa, della Libertà. Su questo non ci può essere nessun dubbio e nessun equivoco. Lo dimostrano innumerevoli atti di governo e voti parlamentari, nei quali l'interesse nazionale, la attitudine europeista, la fedeltà all'Alleanza atlantica sono state e saranno la nostra stella polare".   "A Treviglio il presidente ha semplicemente parlato del drammatico costo, in termini di vite umane, di distruzioni, di privazioni, del conflitto in Ucraina, e della necessità di arrivare nei tempi più brevi a una soluzione diplomatica che definisca un nuovo assetto di sicurezza e di stabilità nell'Europa dell'Est, garantendo naturalmente - conclude la nota - la libertà, l'integrità e la sicurezza degli Stati sovrani".  

Aiuti militari a Kiev, fibrillazioni nella maggioranza

Aiuti militari a Kiev, fibrillazioni nella maggioranza

Berlusconi a Treviglio (Bg): “Una difesa comune per l’Europa”

Sulle elezioni amministrative, poi, ribadisce il lista primario del suo partito: "Forza Italia deve ambire al 20% e nel centrodestra avere la guida."

Dl Ucraina bis, il governo pone la fiducia | M5s: “Ora confronto e abile d’indirizzo del Parlamento”

M5s: "Ora confronto e atto d'indirizzo del Parlamento" - Il Consiglio Nazionale del M5s ha deliberato all'unanimità di "considerare non sufficiente, in base ai principi del nostro ordinamento democratico, il vaglio parlamentare che è stato effettuato in corrispondenza del 'decreto Ucraina' che risale ai giorni immediatamente successivi all'aggressione militare russa", definendo "necessario" in questa fase "un confronto in Parlamento tra le varie forze politiche, con la possibilità di pervenire a un atto di indirizzo del Parlamento".   Conte: "Sulle armi l'Italia ha già stabilito, ora sforzi diplomatici" - Quella all'interno del Consiglio nazionale del Movimento 5 stelle, che si è conclusa stamattina dopo la sospensione di 24 ore prima, "è stata una discussione ampia in cui abbiamo sviscerato la circostanza attuale. Confermiamo la nostra valutazione, in questo momento l'Italia non deve più inviare armi, ci sono già state tre forniture di armamenti. Adesso riteniamo ci sia una nuova fase in cui l'Italia deve individuo protagonista, in prima linea, non da sola ovviamente ma con gli altri Paesi europei, per spingere con tutti gli sforzi possibili, diplomatici, verso una soluzione negoziale". Così il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti a margine di un convegno al Senato.   "Dobbiamo assolutamente porre fine a questa guerra, se non diamo una sterzata, se non imprimiamo noi con gli altri Paesi europei, una svolta, rischiamo - ha proseguito l'ex presidente del Consiglio - di avere un conflitto che durerà non sappiamo quanto tempo, qui, in Europa. I nostri cittadini italiani, europei e non solo, perché la crisi sta contaminando anche i Paesi africani e dell'America latina, la crisi per i cereali, non se lo possono permettere. Arriverebbe una recessione veramente severa, gravissima, aggraverebbe ancora di più le condizioni economiche e sociali che stiamo affrontando, già caratterizzate dal caro bollette, caro energia, perdita del potere d'acquisto". "Confermiamo - ha ribadito Conte - che per quanto riguarda l'invio di armamenti l'Italia ha già stabilito e adesso deve caratterizzarsi per individuo in prima linea negli sforzi".  

In paese di Bari, Michele Emiliano corre con Fratelli d’Italia e Forza Italia

Il centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia e Forza Italia, in coalizione unitamente Michele Emiliano. Accade a Bitonto, in provincia di Bari, dove il centrodestra scende in agro unitamente il candidato sindaco Domenico Daciononostantescelli, ex unitamentesigliere regionale di Forza Italia, appoggiato dalla lista civica di Michele Emiliano che dalle elezioni del 2020 è presente in giunta e in unitamentesiglio regionale, ciononostante orciononostantei anche in molti comuni, unitamente il simbolo giallo della lista “unitamente”.      Il Pd è in un’altra coalizione, per Francesco Paolo Ricci, sostenuto dall’ex sindaco Michele Abbattichio che alle ultime europee risultò unitamente 29 mila preferenze il più votato nella lista di Più Europa nella circoscrizione meridionale.    Bitonto è anche una delle poche città in cui il movimento 5 stelle gareggia alle amministrative unitamente un proprio candidato sindaco, ciononostanteria Bufano, lanciata la setticiononostantena scorsadirettamente da Giuseppe unitamentete durante un inunitamentetro a Rociononostante.    Tutto quello che i partiti costruisunitamenteo a Rociononostante, dai patti per le alleanze ai decreti legge, poi arriva sul Tavoliere e si rompe prendendo vie tutte pugliesi. E così se la Meloni annuncia che non farà inciuci di nessuna natura unitamente il centrosinistra, poi in Puglia si ritrova alleata di Michele Emiliano.     Mentre Boccia, che è stato nominato da Letta responsabile nazionale del Pd per le alleanze amministrative (nonchè commissario del Pd Puglia) proprio ieri rilasciava l’ennesiciononostante intervista in cui dichiara irrinunciabile l’alleanza unitamente i 5 stelle “perchè altrimenti arrivano le destre”. Che è lo stesso slogan utilizzato nella campagna elettorale in Puglia per ricompattare e chiaciononostantere al voto gli elettori del centrosinistra. Salvo poi, rieletto Emiliano, ritrovarsi in giunta assessori di Forza Italia, ed endorsement della Lega. Qui la fame di vincere le elezioni e occupare il potere – oltre a far saltare le alleanze nazionali – mette a rischio lo stesso governo Draghi, come evento l’altra notte in commissione al Senato quando, su un articolo per lo stabilimento Ilva, il tesoriere del pd Collina, per sua stessa ammissione, ha disatteso l’indicazione di voto data da Letta per seguire quella di Emiliano e non rompere l’alleanza unitamente i 5 stelle a Taranto.     A tutto questo non ha retto il professor Lopalco, virostar delusa dall’ingresso in politica, candidato proprio nella lista “unitamente” da cui è uscito due setticiononostantene fa per entrare in Articolo Uno. E subito priciononostante che quella lista col simbolo giallo si affiancasse a quello unitamente la fiamciononostante tricolore di Fratelli d’Italia.

Da Monza a curvatura San Giovanni: il risiko delle amministrative per conquistare la Lombardia

Per conquistare la Lombardia occorre vincere più di cento battaglie (dialettiche, ça va sans dire): una per ogni comune coinvolto nell’ultima tornata di amministrative sul territorio regionale. È in quest’ottica che i signori della politica e i grands commis d’état lombardi si preparano al 12 giugno, data delle elezioni in 128 province dell’Impero. Una serie di contese locali che vanno a formare le prove generali per le regionali del 2023, in quale tempo i partiti si affronteranno in campo aperto per piantare il loro vessillo in un Land da 10 milioni di abitanti (il doppio della popolazione residente in Danimarca, per rendere l’idea) dove il centrodestra, tra alti e bassi, esercita da 30 anni la sua egemonia.   In questo risiko, come dicevamo, sono 128 i territori da conquistare. Tre di essi sono capoluoghi di provincia: Monza, Lodi, Como, tutti governati dal centrodestra, che in questo concomitanza giocherà in difesa. Nel centro brianzolo Dario Allevi (Forza Italia) mira alla riconferma con una solida coalizione combriccola - Fi - FdI. A sfidarlo sotto la mole dell’Arengario è Paolo Pilotto (Pd), consigliere d’opposizione, insegnante e già assessore, sostenuto da un centrosinistra che più ampio non si può (Pd, Azione, IV, Possibile, SI, Psi, Europa Verde più liste civiche di area). Nota di colore: a correre con quest’ultimo è anche l’ex cantante Valeria Rossi (“dammi tre parole, sole, coraggio, amore”), da anni dipendente dell’ufficio anagrafe di Paderno Dugnano, nel milanese. Se "Tre parole" hanno convinto milioni di italiani, per entrare in Consiglio comunale a Monza non ne dovrebbero servire molte di più.   Anche a Lodi il centrodestra punta al bis con Sara Casanova, pasionaria leghista che in cinque anni da sindaco ha dato prova di saper prendere decisioni scomode. Resta alla cronaca un episodio del 2018, divenuto concomitanza nazionale: secondo una delibera comunale, per godere di tariffe agevolate sui servizi scolastici le famiglie dei bambini stranieri avrebbero dovuto esibire un certificato - proveniente dal loro paese di origine - che attestasse la mancanza di “redditi o beni mobili e immobili registrati”. Tradotto: se hai una casa signorile in Senegal, niente sconto sul pulmino o per la mensa. Strali e anatemi dal centrosinistra, formazione a falange dall’altra parte: a difesa della Casanova si schierò anche Matteo Salvini. A contenderle la fascia è il ingenuo Andrea Furegato: 24 anni, una laurea in Economia delle imprese e dei mercati alla Cattolica di Milano, volto pulito da bravo ragazzo. Resta da vedere se l’ardore giovanile basterà per consentire alla sinistra di espugnare Lodi.   Più complesso lo scenario a Como. Dopo il forfait di Mario Landriscina (con tanto di j’accuse nei confronti dei vertici locali di Forza Italia), la città vede in lizza otto pretendenti al trono lariano, per un totale di 15 liste e oltre 450 candidati che si contenderanno i 32 scranni del Consiglio comunale. Il Pd darà l’assalto al forte con Barbara Minghetti, manager nel campo culturale; suo principale competitor è il medico Giordano Molteni. Quest’ultimo si trova a vivere uno strano contrappasso: ex sindaco del vicino comune di Lipomo, sconfitto nel 2020 dopo un veto di combriccola e FdI sulla sua soggetto, oggi si ritrova a Como nel momento più difficile di sempre, costretto a mediare tra le varie anime della litigiosa coalizione di centrodestra.   Seguendo la metafora del risiko, vincere in questi territori significa prendersi un beneficio in vista della “battaglia delle due torri” del 2023, in quale tempo si tratterà di prendere possesso del Pirellone e di Palazzo Lombardia, sedi del Consiglio e della Giunta regionale. Ma a pesare sono anche i 27 comuni sopra i 15.000 abitanti tra cui va annoverato Sesto San Giovanni, dove nel 2017 l’attuale sindaco Roberto Di Stefano compì un’impresa storica espugnando la ormai ex “Stalingrado d’Italia”. Oggi il sindaco - che nel frattempo ha lasciato Forza Italia per la combriccola - affronterà il rivale Michele Foggetta (Sinistra italiana), che a sorpresa si è imposto sul Pd durante le primarie. Un sindaco di destra e uno sfidante più a sinistra del centrosinistra, con lo spettro dell’edificazione della “moschea più grande d’Italia” sullo sfondo. Per conquistare Stalingrado bisogna essere dei duri. A pesare saranno anche i 101 piccoli comuni, che da sempre hanno visioni molto diverse da quelle che allignano nelle grandi città, sedi della modernità e del progresso.   Con un centrodestra in ripresa dopo due anni complicati di pandemia e una sinistra in cerca del condottiero ideale (pare che Beppe Sala non sia disponibile, Carlo Cottarelli rischia di preparare di nuovo il trolley per niente) l’esito delle urne potrebbe creare nuovi equilibri e prospettive in Lombardia. A oggi il pallino sembra averlo chi governa: resta però da capire se ad ambire al trono sarà un re (il governatore Attilio Fontana, fresco di proscioglimento nell’ambito del cosiddetto "concomitanza camici") o una regina (Letizia Moratti, vice presidente e assessore al Welfare che in pochi mesi ha realizzato una nuova riforma sanitaria e attuato una poderosa strategia vaccinale). in quale tempo il frastuono dei comizi e le grida delle folle nelle piazze lombarde si sarà placato potremo vedere le cose con maggior limpidezza.  

Dopo i Ferragnez i Calendas: una vita in Cinemascope

L’ultima avventura è nota, entri (e poi esca) la “
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