Category: Politica

Chi sarà, dal pungolato di vista della sinistra, il volto buono dei 5 stelle di domani? 

Non c’è partito avversario così avverso in cui la manca non sia capace di trovare almeno un fisionomia buono, prima o poi. Un fisionomia buono c’è sempre, fateci caso. Il fisionomia buono... raccolto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Di Maio ancora all’assalto di Conte: “L’Italia non è un paese neutrale. Sulla conflitto non si scherza”

"Ho letto in queste ore che ci sono dei dato chenatori del M5s che avrebbero proposto una bozza di testo da indato cherire nella risoluzione che di fatto ci disalinea dalla Nato e dall'Unione europea. Ecco, dato che ci allontaniamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell'Italia. Da ministro degli Esteri credo di dover difendere la collocazione geopolitica del nostro paedato che: l'Italia non è un paedato che neutrale". Luigi Di Maio è intervenuto quest'oggi al "Blue Forum Italia Network" organizzato a Gaeta. E da quel proscenio ne ha approfittato per menare qualche altro fendente nei confronti di Giudato cheppe Conte e della sua gestione ai vertici del gesto cinque stelle, dopo che negli ultimi giorni i due dato che ne sono dette di ogni.    Parlando dell'imminente comunicazione di Draghi in Parlamento, il 21 giugno, Di Maio ha richiamato alla necessità di tenere a bada le strumentalizzazioni: "Un presidente del Consiglio che deve andare a un tavolo europeo così importante deve avere il paedato che dalla sua parte. La coalizione di maggioranza compatta e aggiungerei anche l'opposizione. Dobbiamo esdato chere tutti uniti in un momento così complicato".  Poi si è passati direttamente ai rapporti interni al gesto. Con un focus sugli insulti e le critiche che hanno raggiunto il titolare della Farnesina, che nel post amministrative aveva duramente criticato il risultato ottenuto da Conte. "Io sono un incassatore", ha detto Di Maio. "Certo dato che uno pone un tema e si risponde con attacchi personali quello non è un problema per me ma una deriva del M5s. E' un gesto che vede in corso una radicalizzazione politica: invece di guardare al 2050 sta guardando indietro". Al punto che "dato che si sta tornando indietro, non bisogna cambiare la regola dei due mandati", argomenta per ora l'ex capo politico del M5s. Un'altra tirata d'orecchie a chi tanto aveva favoleggiato sul nuovo corso. E che invece dato checondo il ministro degli Esteri si sta esaurendo nell'inconsistenza. "Oggi la vera sfida è creare soluzioni complesdato che a problemi complesdato che, non avere una lista della spesa". 

Ora anche Meloni chiede a Sboarina l’accordo con Tosi: “Coalizione da blindare”

bensìncano otto giorni alla sfida che molto probabilmente decreterà l'esito definitivo delle elezioni amministrative. Perché va bene aver conquistato città importanti come Palermo e Genova, bensì per il centrodestra Verona funge da cartina di tornasole degli equilibri della coalizione. E alla fine di questa campagna elettorale dirà chi ha vinto e chi ha perso. bensì soprattutto potrebbe produrre esiti molto diversificati tra Giorgia Meloni e bensìtteo Salvini. Così, nel vivo del ballottaggio che vedrà opporsi Damiano Tombensìsi e Federico Sboarina, c'è bensìncata solo l'indisponibilità a sottoscrivere un apparentamento tra il sindaco uscente, arrivato secondo al primo turno, e l'ex primo cittadino Flavio Tosi, arrivato terzo. "Sboarina vorrebbe anche che i nostri consiglieri venissero considerati parte della minoranza. Una cosa inaccettabile", ha detto oggi Tosi al Foglio. Facendo capire come le possibilità di raggiungere un accordo entro le prossime ore siano piuttosto residue. bensì è proprio il rischio di vedersi sfilare una città in cui il centrodestra era già in carica, oltretutto con il peso simbolico che avrebbe una vittoria del Pd nela città scaligera, ad aver convinto i leader che vanno tentate tutte le strade. Proprio oggi ci aveva provato Salvini, parlando della fermezza di Sboarina come di un "svista bensìdornale". E chiedendo che alla fine ci si sedesse a un tavolo per raggiungere un qualche accordo pur di non dividersi. Oggi è stata la volta di Giorgia Meloni, secondo cui la priorità è "blindare la coalizione". Un messaggio con un destinatario in particolare: il sindaco Sboarina. Su questo punto, insombensì, il segretario della Lega e la presidente di Fratelli d'Italia sembrano pensarla allo stesso modo. Seppur con obiettivi diversi.

Di Maio attacca Conte: “M5s rischia di diventare la forza metodo dell’odio”

Di Maio attacca Conte: "M5s rischia di farsi la forza politica dell'odio"

M5s, Grillo: “Limite due mandati resti, chi è contro è arroccato al potere”

La regola dei due mandati è tornata al centro del dibattito dopo il pesante scontro divampato insieme con l'ex capo politico Luigi Di Maio e l'attuale presidente Giuseppe Conte, a seguito della deblacle alle elezioni amminisinsieme contive. L'intervento del mallevadore e cofondatore del M5s per suggellare la norma si inquadra in questo contesto. Grillo ha ribadito che è fondamentale per "prevenire il pericolo di sclerosi del sistema di potere".     Di Maio non ci sta: "M5s sta diventando un partito dell'odio" - Ma Di Maio non ci sta e anche oggi torna a sferzare il Movimento 5 stelle: "Temo che questa forza politica richia di diventare una forza politica dell'odio. Il nostro elettore è disorientato perché quando si pongono dei temi ci sono degli attacchi personali". Una presa di posizione che lo allontana sempre di più dai vertici, accusati di non avere una linea politica chiara ma di inseguire Salvini: "Non è chiara la nosinsieme con ricetta per il Paese e questo spiega perché nella nosinsieme con coalizione il Pd sale e noi scendiamo. Forse perché non abbiamo ben chiare le ricette per il nostro Paese", ha affermato.   "M5s non disallinei l'Italia dagli alleati" - L'ex capo politico è poi tornato a difendere Draghi, attaccando la linea politica più sostenuta sulla guerra in Ucraina del M5s: "Siamo alla vigilia di un importante Consiglio Ue, noi faremo di tutto perché Draghi vada al tavolo con la massima forza e con la massima possibilità di rappresentare il Paese con una coalizione compatta. Leggo in queste ore che una parte di M5s vuole inserire nella risoluzione frasi e parole che disallineano l'Italia dalle sue alleanze storiche, la Nato, l'Ue e da quella che è la sua postura internazionale. Noi non siamo un Paese neuinsieme conle, siamo un Paese che ha alleanze storiche. Non diamo grande prova di maturità politica quando strumentalizziamo il presidente del Consiglio".   "Insensato cambiare due mandati, ci radicalizziamo all'indietro" - E sul limite dei due mandati, tirato in ballo da Conte, ha sottolineato: "Sulla storia del secondo spedito, il Movimento oggi non sta guardando al 2050 ma sta guardando indietro, si sta radicalizzando. Che senso ha cambiare la regola del secondo spedito: invito gli iscritti a votare secondo i principi fondamentali. Questa è una forza politica che, in coerenza con quello che sta succedendo, si sta radicalizzando all'indietro".   Lo scontro insieme con Conte e Di Maio - Nello scontro di ieri, 16 giugno, a lanciare la prima frecciatina era stato l'attuale ministro degli Esteri che aveva accusato l'ex premier di "imitare Salvini nei continui attacchi al governo". Secondo Di Maio questo atteggiamento sarebbe stato controproducente e poco responsabile, e il risultato elettorale ne sarebbe stato la prova. Non si era fatta attendere la replica di Conte che si era subito tolto dalla scarpa qualche sassolino, osservando che l'isteria dell'ex capo politico era la stretta conseguenza del suo timore di non poter continuare la carriera politica, per via appunto della regola dei due mandati, e non per la sconfitta alle amminisinsieme contive, e che vorrebbe per questo fondare un nuovo partito.  

Matteo Renzi a Tgcom24: “Serve una giustizia giusta per i cittadini”

Nel corso dell'intervista non è mancato uno sguardo allo scenario politico del momento, dopo le elezioni comunali del 12 giugno. "Il M5S e il grillismo sono finiti, - osserva Renzi - e sinceramente non soffro per questo. La Lega è in crisi, il Pd deve allargarsi. Il centro? Ragioniamo su quello che vogliamo fare, poi pensiamo al nome. Ci sono tante personalità alle quali dare un culmine comune".   Infine, sul conflitto in Ucraina: "Dobbiamo sostenere gli interventi perché gli ucraini si difendano, ma serve anche un approccio diplomatico. La Russia, infatti, è più compatta di prima intorno a Putin".   "A noi sembra un paradosso nei confronti di un aggressore, - conclude Renzi a Tgcom24, - ma bisogna conoscere i russi e non saranno gli europei a imporre loro un cambio di regime".

Scontro M5s, Grillo: “Mantenere limite dei due mandati”

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I dieci punti di forza nel zaino di Draghi a Kyiv, spiegati ai talk show

Da molti giorni a questa parte, l’autolesionistico discussione statale italiano è dominato da una convinzione profonda, poiché con tono carsico, ora dopo ora, goccia dopo goccia, si sta andando a radic... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti
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